Il ricordo di Giordano Bruno nel 415° anniversario della morte

Roma – Piazza Campo de’ Fiori con il monumento a Giordano Bruno
PRATO – La Camera Rituale dei Maestri Discreti – Zenit di Prato – dell’Antico e Primitivo Rito di Memphis e Misraïm, rito aderente alla Libera Massoneria Universale ed al Grande Oriente d’Italia ricorda Giordano Bruno la cui morte avvenne sul rogo, in piazza Campo de’ Fiori a Roma, esattamente 415 anni or sono:
«Il 17 febbraio 1600 moriva a Roma sul rogo eretto dal tribunale dell’inquisizione; aveva proclamato l’Universo infinito, la molteplicità dei mondi, la vita cosmica. Fu giudicato eretico impenitente da quel tribunale, ma Egli come martire dell’intolleranza e della violenza è morto e muore ancora oggi, ogni giorno, tra noi e fra chi pratica la pulizia etnica, l’odio razziale e religioso, nelle guerre fratricide, negli attentati terroristici, nell’illegalità del crimine e nelle repressioni dei governi totalitari di ogni colore.
Giordano Bruno vive oggi nel dolore e nelle umiliazioni dei profughi, degli esuli, dei deportati di tutto il mondo, fra le vittime del fanatismo e della tirannide. Il martirio di Giordano Bruno deve essere ancora oggi il vessillo contro ogni concezione, atteggiamento e comportamento, politico o religioso, che neghi la libertà di pensiero e l’espressione delle diversità in base ad una visione del mondo che, pur valida per alcuni, non può essere imposta in alcun modo».
17 febbraio 2015